Ciarla, Confesercenti Roma: l’innovazione tecnologica nei musei ecclesiastici “un’esperienza in cui la cultura incontra l’imprenditorialità, nell’anno Giubilare”
Nell’ambito delle iniziative sostenute con il contributo della Camera di Commercio di Roma, la Confesercenti di Area di Roma ha promosso, L’INNOVAZIONE DIGITALE NEI MUSEI ECCLESIASTICI: RISORSA DEL TERRITORIO, con il contributo dell’associazione AMEI, un lavoro di stimolo e approfondimento e presentazione di un percorso di innovazione culminato nel convegno tenutosi nella giornata di Giovedì 13 novembre nell’ambito di RO.ME, la fiera internazionale dei musei che si è svolta a Roma presso il Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia.
Ad introdurre la riflessione a cui hanno partecipato autorevoli ospiti, Guido Ciarla, esponente della Giunta Confesercenti di Roma, Presidente del SIL, sindacato librai e del neo Coordinamento Impresa Cultura della stessa confederazione, alla sua prima uscita pubblica in questa nuova veste.
Ciarla ci ha tenuto a sottolineare l’importanza dell’appuntamento che in qualche modo si colloca a conclusione di “un anno giubilare che ha riservato a Roma e il mondo intero, momenti di grande condivisione, infinita apprensione, di grande sofferenza, feriti da eventi drammatici, ma che allo stesso tempo ci ha stretto tutti insieme ed ha esaltato i valori della comunione di popoli con un pressante richiamo alla Pace” aggiungendo che “ci inorgoglisce come Confesercenti e grazie al contributo della Camera di commercio, la possibilità da dare un ulteriore nostro contributo utile al patrimonio e i valori ecclesiastici e diocesani e alle imprese impegnate a sostenere il passaggio ad un processo di innovazione digitale”.
Al tempo stesso Ciarla ha voluto ricordare che “la costituzione di un coordinamento delle imprese culturali in seno alla Confesercenti di Roma e del Lazio ” ha precisato “significa assumere l’impegno a rappresentare un complesso sistema di aziende che si compone, sul nostro territorio, di oltre 40 mila imprese direttamente coinvolte, la cui maggioranza ha sede nell’area metropolitana di Roma”.
“L’impresa culturale non è un vuoto a perdere ma rappresenta una risorsa per l’economia: per ogni euro investito in questo comparto se ne producono due in valore assoluto”.
“Non è dunque solo una opera meritoria, da sostenere, ma un vero e proprio investimento”.

L’innovazione digitale per queste realtà, i musei ecclesiastici diocesani, apparentemente minori ma piene di uno straordinario patrimonio storico e artistico, è uno snodo per certi versi necessario che abbiamo voluto indagare: esperienze, strumenti diversi, valori da mettere a sistema e comunicare.
Ringraziamo l’organizzazione di RO.ME per l’efficenza, il supporto in termini progettuali e di relazioni messo in campo e soprattutto chi ha portato la sua testimonianza concreta di esperienze di successo come quelle riferite da Francesco Aliperti di ArcheoAres, società impegnata in attività in diverse realtà del Paese e nel Lazio, con la testimonianza di attività svolte nelle Province di Frosinone, Viterbo e Roma; da Andrea Perrotta della E-BAG srl, con esperienze svolte a Bari, ma la società opera in tutto il Paese e in Europa con importanti innovazioni; le testimonianze di Don Michele Bellino del Museo diocesano di Bari - Bitonto; di Domenica Brancato del Museo Diocesano Agrigento (MUDIA); di Don Giuseppe Pontillo dell’Ufficio Beni Culturali ecclesiastici ed edilizia di culto; di Paola Martini del Museo Diocesano di Genova; di Katia Buratti del Museo Diocesano di Jesi e di Laura Marino del Museo Diocesano di Cuneo-Fossano, del Direttivo AMEI, che hanno illustrato percorsi e obiettivi delle loro applicazioni digitali adottate, aperte a implementazioni successive.
Un confronto costruttivo che ha riscosso un partecipato interesse del pubblico con domande, osservazioni e apprezzamenti, in cui sono state rappresentate innovazioni e installazioni digitali integrate e tradotte in diverse lingue, anche con il ricorso a podcast, attraverso libri antichi in alta definizione, storytelling, video mapping, il tutto realizzato anche attraverso l’uso della realtà aumentata, di riprese cinematografiche, l’uso di droni e soprattutto senza disperdere il valore dei luoghi e delle comunità che restituiscono una identità a chi visiterà questi musei.






