Expo Roma 2030: "Chance in crescita, le imprese sono pronte"

Intervista a Lamberto Mancini, Direttore Generale della Fondazione Expo Roma 2030, sul quotidiano Il Tempo

 


"Le imprese italiane hanno compreso le grandi opportunità che l’Esposizione universale 2030 può offrire alla città e al Paese intero. Merito anche della Fondazione Expo Roma 2030 che rappresenta le sette principali associazioni imprenditoriali di Roma e del Lazio guidate dal Presidente Massimo Scaccabarozzi. Grazie alla maggiore divulgazione di cosa può rappresentare l’evento oggi c’è maggiore consapevolezza." A dirlo a Il Tempo è il Direttore Generale della Fondazione Expo Roma 2030, Lamberto Mancini.

 

Gli ispettori del Bureau des Exposition sono a Roma. Abbiamo possibilità di vincere secondo lei?

Le chance sono in crescita e questa sensazione si basa su fatti oggettivi. Una svolta è arrivata alla fine dello scorso anno con l’endorsement dei Presidenti Mattarella e Meloni. Da allora è cambiato l’atteggiamento. Il Paese ci ha creduto anche grazie al supporto della compagine dei ministri, tra i quali spicca l’impegno del vicepremier e titolare degli esteri, On.Tajani.

 

Le imprese come si stanno comportando?

Ci credono molto di più. Adesso la sfida è considerata plausibile e c’è un buon livello di consapevolezza. Mercoledì sera gli ispettori hanno incontrato aziende, start up, mondo della ricerca e università a Palazzo Colonna. Il colpo d’occhio sul livello di partecipazione e interesse è stato incredibile.

 

Cosa può fare la Fondazione?

La Fondazione nasce per rispondere a una chiara richiesta del Bie di diffondere al meglio il significato e le opportunità dell’Expo, ma anche per supportare direttamente il Comitato Istituzionale con azioni concrete: un modello vincente di collaborazione tra investimenti pubblici e privati.

 

Su quali assi?

Tutti quelli che mostrano i benefici dell’investimento, il valore economico generato anche dando informazioni non conosciute sulla manifestazione e sulla portata innovativa del progetto, basti pensare all’idea del parco solare urbano più grande del Mondo. Insomma, sottolineare come Expo, insieme ai due Giubilei 2025 e 2033, possa cambiare radicalmente il volto della città, come solo le Olimpiadi del 1960 hanno fatto.

 

Sono eventi differenti?

Tutti i grandi eventi muovono flussi importanti, i Giubilei però hanno impatti principalmente sull’accoglienza e i trasporti. Expo cambia la città e la proietta nel futuro, attirando nuovi investimenti e l’attenzione dei grandi Fondi Internazionali.

 

Dunque, Roma può farcela?

Sono ottimista. Stiamo trasmettendo il messaggio di una Capitale effervescente e che vuole migliorare la sua attrattività a livello globale. Roma non è solo turismo e P.A. Ma anche tecnologie digitali, ricerca e innovazione, aerospazio, farmaceutica e industria del cinema e molto altro.

 

Sensazione finale?

Le aziende, che sanno guardare sempre al futuro, hanno capito l’importanza di scommettere su questa opportunità unica. Molte grandi hanno già aderito: Almaviva, Accenture, Angelini industries, Unicredit, Renova Red e stiamo finalizzando l’ingresso di ACEA e di FFSS. Fondazione può offrire a chi entra la partecipazione alla costruzione di un sogno per la città e il Paese.