Termovalorizzatore a Roma: il si della Confesercenti, obiettivo risolvere il problema rifiuti e ridurre il peso della tariffa per la città e le imprese

Si a Gualtieri sul termovalorizzatore a Roma. Il Presidente Giammaria dichiara il proprio sostegno alla proposta di Gualtieri sul termovalorizzatore a Roma.
L’annuncio del Sindaco Gualtieri sulla realizzazione di un termovalorizzatore a Roma trova la Confesercenti di Roma favorevole e concorde. Diverse volte, nel corso degli anni, in forme timide ed informali, chi ha governato ha tentato di aprire questa discussione nella città. Ottenendo però l’effetto contrario a quello sperato: il fatto che non si avesse chiara da parte di tutti la volontà del COMUNE non ha permesso che si aprisse una discussione franca, esplicita, di merito.
Oggi invece noi apprezziamo innanzitutto la modalità con cui Gualtieri ha posto il tema dello smaltimento dei rifiuti con una proposta precisa, esplicita, avanzata oltretutto in una sede formale come l’assemblea capitolina. Il Sindaco si è esposto, ed ha fatto bene. Da oggi nessuno può fingere di ignorare che sul campo una proposta c’è, fattibile, concreta ed in linea con quanto avviene nelle grandi capitali europee. E ci aspettiamo che le critiche siano accompagnate da alternative con gli stessi caratteri di concretezza e fattibilità della proposta del termovalorizzatore. Così a nostro avviso non sarà.
Non solo, siamo anche convinti che il termovalorizzatore non è da mettere in antitesi con strategie alternative come l’aumento della raccolta differenziata (che va sostenuto lo stesso) ma ne possa rappresentare un tassello complementare fondamentale.
Le due cose, infatti, si sosterranno solo insieme.
Roma è entrata in una stagione di oggettivo rilancio per le funzioni proprie che la storia le assegna; grandi eventi ( Expo e Giubileo) capitale mondiale del turismo ( come i recenti dati di Pasqua ci dicono) città guida di proposte politiche di livello nazionale ed internazionale, e non è pensabile attrezzarsi a queste sfide con una città oggettivamente sporca, impreparata a gestire i rifiuti che produce e che al contrario con il ritorno dei turisti aumenteranno ( e che non si capisce perché dovrebbero essere smaltiti altrove) con una TARI peraltro che per le imprese del commercio e del turismo non solo è la più alta d’Italia ma che si somma ad una pressione fiscale che , dopo il biennio pandemico, è insostenibile per l’insieme delle nostre imprese.
Come Confesercenti di Roma stiamo elaborando un progetto con il quale ci proponiamo di calcolare, in termini netti, il risparmio per le imprese del commercio e del turismo di Roma della TARI in presenza di un ciclo integrato dei rifiuti, che tradotto in italiano e senza inutili giri di parole significa Termovalorizzatore. Ne presenteremo i dati nelle prossime settimane e proveremo, anche da quelli, a sostenere la proposta del Sindaco.
La proposta che ha lanciato il Sindaco Gualtieri ed i numeri che la sostengono, numeri che non abbiamo ragione di non credere, si propone di ridurre del 90% il fabbisogno di discariche, del 45% delle emissioni, con un meno 15% per quelle su attività di trasporto, meno 18% sugli impianti, e addirittura meno 99% su emissioni da discarica, oltre che produrre energia per oltre 150.000 famiglie.
E crediamo nelle parole del Sindaco proprio perché sono state dette nella forma più esplicita e meno opaca possibile, ovvero l’Aula del Consiglio Comunale. E di queste due cose (di forma e di sostanza) vogliamo darne atto a Gualtieri.
Siamo stanchi infatti di assistere ad una lamentela pressoché unanime sulla sporcizia di Roma che però, fino a due giorni fa, non aveva alcuno sbocco, se non quello di demandare il tema della gestione dei rifiuti (che è più di tutti gli altri argomenti di pubblica utilità) a stagioni di gestione privata che tutti concordemente vogliamo superare, per la semplice ragione che l’indeterminatezza di questi anni ha reso più costosa e complessa la ricerca di canali alternativi, e a pagare sono stati i romani che pagano tanto come Tari per vivere e lavorare in una città sporca.
Oggi Roma spende infatti 129 milioni per lo spazzamento e 182 per trattamento e smaltimento, e questi costi vengono ribaltati nelle bollette delle imprese e dei cittadini di Roma. Tecnicismi di contrarietà (come la non previsione dell’impianto nel Piano Regionale dei rifiuti) possono ragionevolmente essere superati dalla recente discussione sui nuovi e specifici poteri speciali sum Roma Capitale, anzi, può essere questo il tempo per concorrere all’approvazione di una norma sui poteri di Roma che tutti noi attendiamo da anni. L’impianto sarà pubblico (e questa è già da sola una buona notizia) la discussione è aperta e nessuno può fingere di non aver compreso. E proprio perché la discussione è aperta la Confesercenti di Roma sostiene con forza la proposta del Sindaco Gualtieri.