Speciale Super Green Pass

Vediamo nello specifico alcune tempistiche legate ai recenti provvedimenti di legge per il contenimento dell'epidemia.

Obbligo vaccinale e dose di richiamo
A far data dal 15 dicembre gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario, per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2, sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita comprensiva della somministrazione della dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario

Estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie
Dal 15 dicembre 2021 l'obbligo vaccinale per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2, da adempiersi, per la somministrazione della dose di richiamo, entro i termini di validità delle certificazioni verdi COVID-19, si applica anche alle seguenti categorie:
a) personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l'infanzia, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di
istruzione e formazione tecnica superiore;
b) personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, nonché' degli organismi di cui agli articoli 4, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 124;
c) personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attivita' lavorativa nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, ad esclusione di quello che svolge attivita' lavorativa con contratti esterni;
d) personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attivita' lavorativa alle dirette dipendenze del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria o del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.

Durata del green pass
Dal 15 dicembre la durata delle certificazioni verdi è ridotta da 12 a 9 mesi ed il ciclo vaccinale è implementato con la previsione della dose di richiamo, dalla cui somministrazione, entro la scadenza del ciclo vaccinale primario, decorrono ulteriori 9 mesi di durata del green pass.

Estensione dell’impiego del “green pass base”

Dal 6 dicembre decorre l’estensione dell’obbligo di possesso del “green pass base” per fruire di alcuni servizi ed accedere a determinate attività (alberghi e altre strutture ricettive, servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati, spazi adibiti a spogliatoi e docce di piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, sia che le attività siano svolte al chiuso, sia che si esercitino all’aperto, utilizzo dei mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale, treni interregionali, collegamenti marittimi nello Stretto di Messina e da e per l'arcipelago delle Isole Tremiti, autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, anche se impiegati nei
servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale).

Obbligo di possesso del “green pass rafforzato” nelle zone gialla e arancione
Dal 29 novembre, nelle zone gialla e arancione, la fruizione dei servizi, lo svolgimento delle attivita' e gli spostamenti, limitati o sospesi ai sensi della normativa vigente (fra cui spettacoli, eventi sportivi, feste e discoteche, cerimonie pubbliche e servizi di ristorazione, ad eccezione dei servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e catering continuativo su base contrattuale, cui si applica l’obbligo del possesso del “green pass base”), sono consentiti esclusivamente ai soggetti in possesso di “green pass rafforzato”, cioè di certificazione ottenuta: per aver effettuato la vaccinazione anti-
SARS-CoV-2, al termine del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della relativa dose di richiamo (ovviamente, alla scadenza dei nove mesi della durata del ciclo primario sarà necessario effettuare il richiamo, per non far scadere la validità del green pass); per essere guariti dall’infezione da COVID-19, con contestuale cessazione dell'isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute; per essere guariti dall’infezione da COVID-19 dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del prescritto ciclo; nonché ai soggetti di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.


Obbligo di possesso del “green pass rafforzato” anche nelle zone bianche
Dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022, i cui territori si collocano in zona bianca, lo svolgimento delle attivita' e la fruizione dei servizi per i quali in zona gialla sono previste limitazioni sono consentiti esclusivamente ai soggetti in possesso del “green pass rafforzato”. Nei servizi  sono compresi quelli di ristorazione, a eccezione di quelli prestati all'interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, cui si applica l’obbligo del possesso del “green pass base”.


Verifica del green pass in alberghi e strutture ricettive
Il DL n. 172 ha previsto che, dal 6 dicembre, è consentito in zona bianca (norma che comunque si applica anche nelle zone gialla, arancione e rossa, laddove i servizi e le attività siano consentiti e alle condizioni previste per le singole zone) esclusivamente ai soggetti muniti del green pass base l’accesso ad alberghi e strutture ricettive. Si ritiene che da tale data il green pass vada richiesto anche a chi ha iniziato la permanenza nella struttura ricettiva prima che la nuova previsione abbia iniziato ad avere efficacia.

Quanto alle verifiche, l'accesso alle strutture ricettive è l'unico caso di attività economiche per cui l'esigenza del green pass può perdurare oltre il giorno del primo utilizzo. Le disposizioni nulla dicono in proposito (mentre, ad esempio, per le attività lavorative private si prevede la determinazione di modalità operative per l'organizzazione delle verifiche); si ritiene, prudenzialmente, che la verifica, considerata la durata limitata del green pass e la possibile scadenza in corso di utilizzo, vada ripetuta secondo un piano organizzativo che, in analogia alle verifiche in ambito lavorativo privato, il titolare della struttura organizzerà, prevedendo controlli almeno giornalieri.

Verifica del green pass in ambito di lavoro privato 
La materia è piuttosto controversa, sia nella tempistica dei controlli che nella eventuale conservazione dei certificati. Se, infatti, sull’impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nel settore privato, è stata considerata la previsione secondo cui “Al fine di semplificare e razionalizzare le verifiche, i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID-19. I lavoratori che consegnano la predetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sono esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro”, è vero anche che la prevista esenzione dai controlli - in costanza di validità della certificazione verde - rischia di determinare la sostanziale elusione delle finalità di sanità pubblica complessivamente sottese al sistema del “green pass”. Esso è, infatti, efficace a fini epidemiologici nella misura in cui il certificato sia soggetto a verifiche periodiche sulla sua persistente validità; ciò che è reso possibile dal costante aggiornamento, mediante la piattaforma, dei certificati in base alle risultanze diagnostiche eventualmente sopravvenute. L’assenza di verifiche durante il periodo di validità del certificato non consentirebbe, però, di rilevare l’eventuale condizione di positività sopravvenuta in capo all’intestatario del certificato, in contrasto, peraltro, con il principio di esattezza cui deve informarsi il trattamento dei dati personali. La dinamicità e potenziale variabilità della condizione sanitaria del soggetto è, dunque, difficilmente “cristallizzabile” in una presunzione di validità della certificazione, insensibile a ogni eventuale circostanza sopravvenuta ed esige, di contro, un costante aggiornamento con corrispondenti verifiche.

La tabella delle attività consentite: Governo

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