Prorogato lo stato di emergenza al 30 aprile: nuovo Decreto Legge

Il Consiglio dei Ministri, in data 13 gennaio 2021, vista la nota del Ministro della salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, ha deliberato la proroga, fino al 30 aprile 2021, dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità. Nuovo decreto-legge n. 2/2021. Pertanto, nella stessa riunione, il CdM ha provveduto ad approvare il decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2, recante “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e prevenzione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e di svolgimento delle elezioni per l'anno 2021, pubblicato nella GU n.10 del 14.1.2021.

Il provvedimento, all’art. 1, prendendo atto della proroga dello stato di emergenza, adegua l’art. 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modif icazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Quest’ultimo, ora, per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso, consente l’adozione di una o più misure restrittive tra quelle elencate nel comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a cinquanta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 30 aprile 2021, termine dello stato di emergenza, e con possibilità di modularne l'applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l'andamento epidemiologico del virus.


Corrispondentemente, viene adeguato anche l'art. 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, con la previsione che le relative misure si applicheranno fino al 30 aprile 2021.

Il nuovo decreto-legge vieta, dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021, sull'intero territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Per le ulteriori misure inerenti gli spostamenti occorre premettere che:


✓ l’art. 1, comma 16-quater, del DL n. 33/2020, aggiunto dal DL n. 1/2021, stabilisce che il Ministro della salute, con propria ordinanza, applica alle Regioni che si collocano in uno scenario almeno di tipo 2 e con un livello di rischio almeno moderato, ovvero in uno scenario almeno di tipo 3 e con un livello di rischio almeno moderato, ove nel relativo
territorio si manifesti un'incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, misure individuate con DPCM aggiuntive e progressive rispetto a quelle applicabili sull'intero territorio nazionale;

✓ l’art. 1, comma 16-quinquies, del DL n. 33/2020, come aggiunto dal DL n. 2/2020, prevede che le misure di cui al comma 16-quater previste per le Regioni che si collocano in uno scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato si applicano, secondo la medesima procedura ed in presenza di una analoga incidenza settimanale dei contagi,
anche alle regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio
alto;

✓ L’art. 1, comma 16-sexies, come aggiunto anch’esso dal DL n. 2/2021, stabilisce che, con ordinanza del Ministro della salute, sono individuate le Regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, all'interno delle quali cessano di applicarsi le misure determinate con i DPCM contenenti le misure restrittive (“zone bianche”) e le attivita' sono disciplinate da protocolli individuati con ulteriori DPCM, con i quali inoltre possono essere adottate, in relazione a determinate attivita' particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico, specifiche misure restrittive fra quelle previste dall'art. 1, comma 2, del decreto-legge n. 19 del 2020.

Dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021, sull'intero territorio nazionale, ferme, per quanto non previsto nel DL n. 2, le misure adottate con i provvedimenti di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 19 del 2020, dunque con il DPCM avente efficacia al momento, si applicheranno le seguenti misure:
a) in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti
conviventi; nelle regioni individuate ai sensi dell'articolo 1, commi 16-quater e 16-quinques del decreto-legge n. 33 del 2020, l'ambito degli spostamenti di cui al primo periodo è quello comunale, fatto salvo quanto previsto dalla lettera b);
b) qualora la mobilità sia limitata all'ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

La violazione delle disposizioni di cui sopra continua ad essere sanzionata ai sensi dell'art. 4 del decreto-legge n. 19 del 2020.

I successivi articoli del DL n. 2 si occupano della “disciplina dei sistemi informativi funzionali all'implementazione del piano strategico dei vaccini”, delle “disposizioni urgenti per lo svolgimento di elezioni per l'anno 2021, della proroga di termini in materia di permessi e titoli di soggiorno.