La guerra agli Ncc finisce in Procura. I vigili multano ma la legge non è in vigore

Pioggia di multe sugli autisti sanzionati in base alla nuova legge, ma il provvedimento dava 2 anni di tempo ai noleggi per mettersi in regola.

«O tutte le forze di polizia delle altre città italiane non hanno mosso un dito o i vigili romani hanno errato»: la guerra tra gli Ncc e la municipale finisce in Procura. Nonostante incontri con i vertici della polizia di Roma Capitale, circolari del ministero dell'Interno, sentenze del giudice di Pace e un possibile provvedimento di infrazione della Commissione Europea nei confronti dell'Italia, gli autisti del settore Ncc sarebbero stati «vessati di fatto da una serie di provvedimenti che si pongono al di fuori dal campo di legittimità previsto dalla legge».

È tutto scritto nell'esposto che lunedì scorso l'avvocato Sebastiano Russo ha consegnato in Procura per conto di Luigi Pacilli, Presidente di Federnoleggio Confesercenti. Negli atti al vaglio dei pm di Roma viene posta «all'attenzione una vicenda estremamente delicata - si legge - che ha ad oggetto la sorte di circa 200.000 lavoratori operanti nel settore del trasporto pubblico non di linea». Multe e provvedimenti amministrativi ritenuti ingiusti sarebbero fioccati prima dell'effettiva entrata in vigore della legge «che ha stravolto le vite di un'intera categoria di lavoratori del settore noleggio con conducente». 

Ma andiamo con ordine. Lo scorso 11 febbraio veniva convertito in legge un provvedimento: «Una tragedia annunciata - si legge negli atti - dovuta all'assurda imposizione dell'obbligo di rientro in rimessa al termine di ogni servizio di trasporto. Obbligo di cui si pretende l'attuazione senza neppure prevedere un'armonizzazione territoriale delle autorizzazioni che garantisca una continuità imprenditoriale». In altre parole la legge 12 del 2019 impone l'inizio del noleggio «dalla rimessa situata nell'ambito del Comune che ha rilasciato la prevista autorizzazione per poi farvi rientro al termine dello stesso».

Si tratta di una norma che l'Anac non ha visto di buon occhio, e neanche la Commissione Europea. Anche per questo il ministero dell'Interno ha suggerito un atteggiamento prudenziale. Inoltre il comma 9 dell'articolo 10 bis prevede che «per un periodo non superiore a due anni dalla data di entrata in vigore del decreto, l'inizio di ogni singolo servizio, fermo l'obbligo di previa prenotazione, può avvenire da luogo diverso dalla rimessa». Insomma la legge entrerà effettivamente in vigore tra due anni.

A Roma però una trentina di Ncc sarebbero già stati oggetti di fermi amministrativi nonostante, il 13 maggio e il giorno seguente, il legale aveva diffidato la polizia locale bussando anche alla porta della stanza 23, quella del gruppo pronto intervento traffico della polizia municipale di Roma. A poco sarebbero servite anche l'ordinanza del vice comandante dei vigili che «ha apertamente evidenziato la difficoltà di interpretazione della specifica disposizione di legge» e le decisioni dei giudici che hanno sospeso «cautelarmente» i verbali impugnati. Così la faccenda è finita in Procura.

ndr. A rischio iI futuro di circa 200mila lavoratori del trasporto pubblico non di linea

Fonte: Federnoleggio/stralcio da Il Tempo - Roma articolo di Andrea Orsino