Roma: cinque strade in Centro restano senza tavolini

II I Muncipio è pronto a tagliare altri 180 metri quadrati complessivi di occupazione di suolo pubblico su altre cinque strade del centro di Roma. Significa ulteriore spazio per tavoli e sedie all'aperto che non saranno più a disposizione degli esercenti pubblici. Sono ancora fresche le polemiche sul locale di piazza Madonna dei Monti al quale è stata tolta l'occupazione di suolo pubblico, ma il mini parlamentino non arretra di un passo, anzi.

L'assessore al commercio, Tatiana Campioni, fa sapere che altri cinque piani di massima occupabilità su altrettante strade andranno tra poco all'approvazione del Consiglio del Municipio. Ora, per arrivare alla applicazione di tutti i piani previsti (circa 160) che hanno avuto in questi anni non poche difficoltà tra rinvii, polemiche, passi indietro, proteste della categoria a più riprese, ne mancano una quindicina.

Intanto i prossimi cinque seguiranno il solito iter prima di finire dalla carta alla strada. Si tratta di via del Portico d'Ottavia, via San Giovanni m Laterano, via delle Terme di Tito, via dei Pastini e Largo Gaetana Agnesi. Se si toglie quest'ultima, dove c'è un solo ristoratore che ha 15 metri quadrati di spazio e che restano tali, per via del Portico d'Ottavia, dove oggi c'è un totale di occupazione di 133 metri quadrati, il piano riduce lo spazio a 62,59 metri quadrati.

Dunque, circa 70 metri quadrati in meno. La grossa riduzione si ha verso il portico perché n eli 'area pedonalizzata i tavoli e sedie restano dove sono. Su via di San Giovanni in Laterano attualmente sono autorizzati 53,35 metri quadrati all'aperto e sono quattro in tutto gli esercizi che ne usufruiscono.

Con il nuovo piano viene lasciata una sola occupazione, quella del civico 278B e quindi si tolgono ben tré occupazioni e si lascia quella totale di 21,75 metri quadra- ti: significa quasi 32 metri in meno per i dehors. Ancora, per via delle Terme di Tito, dagli attuali 41 metri per due ristoranti si passa a piano zero (quindi nessuna occupazione), così su via dei Pastini: spariscono gli attuali 39,3 metri quadrati concessi per i sei ristoratori che ci sono. L'assessore al commercio, tuttavia, apre ad una possibile svolta, almeno per quanto concerne la distanza dal fabbricato che potrebbe far recuperare qualche metro prezioso di spazio per i tavoli all'aperto.

«Stiamo lavorando con la Soprintendenza di Stato in merito alla sua attuale prescrizione tassativa e generalizzata di prevedere per l'occupazione di suolo pubblico una distanza di 1 metro dal fabbricato in caso di edifici vincolati - spiega Campioni - nella convinzione che occorre invece valutare caso per caso». In pratica, se l'edificio è di particolare pregio architettonico, potrebbe non avere senso mettere la «Osp» a un metro perché ne sarebbe comunque compromessa la vista. Se l'edificio pur avendo un vincolo, e le ragioni per i vincoli sono tantissime, non ha particolare pregio architettonico «sarebbe auspicabile posizionare la Osp a filo fabbricato, come peraltro previsto dal codice della strada». Intanto si va avanti ad applicare i piani così come sono previsti nonostante le proteste delle associazioni di categoria che si scagliano contro la decisione di ridurre lo spazio all'aperto.

«Succede solo a Roma in questo modo tuona Claudio Pica, presidente Fiepet-Confesercenti - in tutte le altre città del mondo gli spazi fuori sono valorizzati. Da noi si taglia ad uso e consumo di una parte politica che continua a non ascoltarci».

 

Stralcio da TEMPO ROMA