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Confesercenti scrive a Roma Capitale in difesa degli esercizi di vicinato alimentare per il consumo sul posto PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Febbraio 2019 16:48

Con una nota indirizzata alla Sindaca di Roma Virgiania Raggi e alll'Assessore allo Sviluppo economico Turismo e Lavoro Carlo Cafarotti, Confesercenti Roma chiede la revisione del regolamento comunale per l’esercizio delle attività commerciali ed artigianali nel territorio della città storica e la sospensione delle sanzioni agli operatori.

 

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Come è noto, la Confesercenti di Roma ha più volte manifestato perplessità, dubbi e contrarietà sul testo attualmente in vigore, in attesa dell’auspicata e promessa revisione del regolamento comunale per l’esercizio delle attività commerciali ed artigianali nel territorio della città storica, di cui alla deliberazione n. 47 del 17 aprile 2018.

Dal nostro punto di vista, l’unico risultato tangibile ottenuto con l’applicazione del suddetto Regolamento è, ad oggi, una deleteria conflittualità con gli operatori i quali hanno subito, e continuano a subire, sanzioni pesantissime ed ingiustificate, dando luogo ad un continuo contenzioso legale con l’Amministrazione. Diciamo ciò con rammarico perché viceversa il nuovo regolamento poteva essere uno strumento di sviluppo e di contrasto all’abusivismo.

Ciò detto, ed in attesa della conclusione dell’iter del nuovo Regolamento, nelle more della revisione del citato Atto, Confesercenti Roma chiede di sospendere le attività di vigilanza e controllo dei disposti amministrativi derivanti dal suddetto Regolamento in via direvisione, per evitare di  penalizzare ulteriormente quegli imprenditori che, alla luce  delle modifiche concordate, risultino in regola con le nuove emanande prescrizioni amministrative.

Non sembra, infatti, ragionevole continuare a sanzionare gli esercizi di vicinato alimentare o artigianale per l’utilizzo nei loro locali di sedute e piani abbinabili, quando il concetto stesso di abbinabilità, ritenuto dall’Antitrust gravemente discriminatorio, verrà finalmente abbandonato con l’introduzione dei correttivi alla delibera 47/2018.

Parimenti, non avrebbe senso sanzionare i medesimi esercizi per il loro mancato utilizzo di stoviglie e posate monouso o per il consumo sul posto di bevande alcoliche o per lo svolgimento congiunto di più attività tutelate (es. vicinato + laboratorio artigianale), quando tali prescrizioni sono anch’esse destinate a venire meno con le modifiche alla delibera 47/2018, in linea con le raccomandazioni europee in tema di tutela ambientale e contrasto ai prodotti di plastica monouso.
Il rischio concreto, oltre ad una proliferazione incontrollata del contenzioso, è che si perseguitino ingiustamente 1.500 attività di vicinato alimentare con annessi laboratori, bruciando 10.000 posti di lavoro, mandando all’aria investimenti per oltre 200 milioni di euro, mettendo la città di fronte al rischio desertificazione di servizi alimentari essenziali. 

 

 

 


 

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