Unerbe Roma: bilancio positivo per la prima edizione del Festival del Benessere all’Orto Botanico. Utile il confronto con istituzioni locali e mondo accademico.

Indispensabile adeguare il settore erboristico al mercato e riformarlo partendo dalla salvaguardia della professionalità dell’Erborista.

Bilancio positivo per la prima edizione del Festival del Benessere all’Orto Botanico di Roma che per tre giorni è riuscito a concentrare in un unico luogo erboristerie capaci di proporre produzioni naturali realizzate con piante officinali, realtà alimentari biologiche e street food a km zero e discipline olistiche per il benessere della persona.

Oltre alla qualità, anche i numeri si sono rivelati positivi: migliaia di persone hanno affollato l’Orto Botanico di Roma a Trastevere durante i tre giorni del Festival, affascinate dalla originale rassegna del benessere, che ha portato all’ombra delle affascinanti specie botaniche, spalla a spalla, piante officinali e musica live, laboratori erboristici e street food biologici, oli essenziali, estratti, tisane e così via.

Unerbe Roma, l’unione degli erboristi di Confesercenti ha collaborato attivamente alla realizzazione dell’iniziativa ed ha chiuso il festival di tre giorni con la tavola rotonda “L’erboristeria in Italia e nel Lazio: strumenti per una crescita armonica della filiera” confermando l’impegno a tutela e rappresentanza della categoria. La tavola rotonda è stata l'occasione per confrontarsi con Roma Capitale, Regione Lazio, mondo accademico e con gli attori del settore sulle problematiche legate alla regolamentazione della professione, formazione, produzione e vendita del prodotto erboristico.

Sergio Bellanza, Erborista e Presidente Unerbe Confesercenti Lazio, aprendo i lavori ha salutato con enfasi la “manifestazione  educativa/informativa/formativa di tre giorni pensata per favorire la conoscenza e la peculiarità dell'uso delle erbe curative e alimentari e di tutto quanto da esse derivante, ma soprattutto per promuovere il lavoro e la passione dell'Erborista che ancora oggi non ha adeguate tutele. Chiunque può aprire un’erboristeria, ma solamente l’erborista qualificato con titolo può miscelare le erbe e proporre preparazioni estemporanee al cliente. Il mercato – continua Bellanza – è in crescita. Nel periodo fra aprile 2018 e marzo 2019 gli italiani hanno acquistato integratori per 3,5 miliardi di euro, di questi soltanto 290 milioni sono stati spesi in erboristeria. Ben l’83% del valore generato dagli integratori alimentari è sviluppato in farmacia, GDO, parafarmacie e commercio online. Unerbe Roma e Lazio vuole garantire alla clientela delle erboristerie prodotti di qualità, per questo motivo intendiamo dare vita insieme agli intervenuti a questo tavolo (Regione Lazio, Comune di Roma, Università La Sapienza) ad un Coordinamento Nazionale Erboristico per confrontarci in maniera permanente sulle problematiche legate alla regolamentazione della professione, formazione, produzione e vendita del prodotto erboristico. Manca una chiara armonizzazione tra formazione e professione, non esiste una legge che subordini l'apertura di nuove erboristerie al possesso di un titolo specifico, e tanto meno una regolamentazione del prodotto erboristico.”

Il prof. Marcello Nicoletti, dell’Università La Sapienza, nel suo intervento ha sottolineato la “necessità di valorizzare la figura dell’erborista che si è formato all’università frequentando il corso di Laurea in Scienze Farmaceutiche Applicate (ex Laurea in Scienze Erboristiche) dal venditore di prodotti preconfezionati e sigillati. Esiste poi il problema dell’aggiornamento, non è pensabile che le competenze acquisite venti o dieci anni fa siano ancora valide. In questa professione, come in tutte le professioni che hanno a che fare con la salute, è indispensabile la formazione continua altrimenti, come per l’evoluzione delle specie, si va incontro all’estinzione.”

Il prof. Mauro Serafini, dell’Università La Sapienza, intervenendo alla tavola rotonda ha ricordato che la regolamentazione della professione risale al 1931, “tale normativa risulta insufficiente oggi a definire una professione e a regolamentare un settore che ha visto negli ultimi trent'anni una significativa espansione dovuta all'intreccio di una molteplicità di fattori sociali, culturali ed economici, anche se è di fatto la normativa che ha permesso la nascita dell'erboristeria professionale nel nostro Paese e quindi ha un'importanza ed un valore fondamentale anche allo stato attuale. Non a caso è stata proprio la categoria stessa a rivendicare con forza l'istituzione del primo corso di laurea in tecniche erboristiche, la professionalizzazione del settore e un rinnovo legislativo adeguato ai tempi e alle prospettive europee. Attualmente ci troviamo di fronte a una realtà che vede di fatto l'erborista referente effettivo per chi intende rivolgersi alle piante officinali per il mantenimento del proprio benessere psico-fisico. L'erborista è sempre più preparato scientificamente grazie all'istituzione dei corsi di laurea triennali in scienze e tecnologie erboristiche, ma non vede un riscontro adeguato sotto il profilo normativo.”

“Nel repertorio delle competenze e dei profili della regione Lazio che raccoglie e definisce i profili e le competenze rilevanti per il sistema di istruzione, formazione e lavoro –aggiunge la dott.ssa Francesca Montanari della Direzione Formazione Professionale Scuole d’Arti e dei Mestieri del Comune di Roma – non esiste la qualifica di erborista. È indispensabile istituire un tavolo di confronto per valorizzare una professione così complessa. Roma Capitale con i corsi attivi di Erboristeria base, intermedio e avanzato della Scuola Scienza e Tecnica vuole offrire gli strumenti per aggiornare e accrescere le competenze degli erboristi.”

“Meno di una settimana fa abbiamo approvato il Testo Unico del Commercio, - interviene Marta Leonori, consigliere Regione Lazio – ne vado particolarmente fiera perché mi sono spesa molto per questo provvedimento che, oltre ad aggiornare le disposizioni del settore, mira a garantire un contesto più adeguato per lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Accanto a ciò, appare evidente la necessità di una norma che tuteli maggiormente la professione dell’erborista e soprattutto affiancarvi disposizioni che riguardino la formazione e l’aggiornamento per il rafforzamento del settore. Sono disponibile al confronto e riprende una norma che abbiamo già discusso in commissione nella precedente legislatura.”

Maurizio Devasini, Presidente Nazionale Unerbe a fine della mattinata trae le conclusioni della tavola rotonda invitando a fare fronte comune per presentare una proposta condivisa alle istituzioni. “Ritengo indispensabile valorizzare il lavoro degli erboristi e adeguare il settore al mercato, riformandolo partendo dalla salvaguardia della competenza e della professionalità dell’Erborista. Tra le attività commerciali esistenti nel Paese le erboristerie sono quelle che negli ultimi 5 anni hanno resistito meglio alla crisi economica generale. Dai dati messi a disposizione dall’Osservatorio del commercio del MISE – continua Devasini - le erboristerie attive esistenti nel Paese al 30 Giugno 2019, risultano 4676, mentre al 31/12/2013 erano 4965 con un trend medio negativo annuo di circa l’1,3%. Considerando che negli ultimi anni alla vendita dei prodotti erboristici, oltre ai supermercati, si sono aggiunti farmacie parafarmacie, negozi “bio”, ed il commercio online, il 20% del mercato, il dato rappresenta una incoraggiante novità. Questo andamento, in controtendenza rispetto il commercio in genere, si spiega con il nuovo atteggiamento dei consumatori sempre più attenti alla cura della propria salute. Ciò è dimostrato anche dalla crescita del numero di nostri connazionali che acquistano prodotti di erboristeria per il proprio benessere o per la cura della propria persona preferendo, in molti casi i farmaci di origine naturale a quelli classici. L’erboristeria deve diventare il punto di riferimento per il consumatore che cerca prodotti realizzati con piante officinali. Il canale di riferimento tradizionale per i cosmetici a connotazione naturale è l’erboristeria che rappresenta il 40% del mercato, tuttavia oggi siamo di fronte a uno scenario in evoluzione sulla distribuzione del prodotto, che ha comportato una minor crescita nel segmento delle erboristerie. A plasmare questo cambiamento è senza dubbio una nuova propensione di consumo e di abitudini di acquisto che genera nuove tipologie di distribuzione (e-commerce) alle quali le erboristerie devono aprirsi per non essere tagliati fuori dal mercato.”

 Le foto della giornata:

IMG 20191013 WA0007IMG 20191013 WA0014IMG 20191013 WA0012IMG 20191013 WA0006