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Agosto 2015: Roma Città "Aperta" PDF Stampa E-mail
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Venerdì 07 Agosto 2015 16:15


Giammaria Confesercenti: più negozi aperti per fronteggiare la crisi e soddisfare le esigenze dei romani che sono stati costretti a scegliere di restare in città o di ridurre le loro vacanze

La Confesercenti di Roma – dichiara il Presidente Valter Giammaria – ha effettuato una rilevazione sulle aperture per il mese di agosto 2015 e sul servizio che sarà possibile avere nella città di Roma.

“La nostra indagine mostra in modo inequivocabile che molti esercizi commerciali resteranno aperti nel mese di agosto – dichiara Giammaria –
Un dato che risente della crisi e segue di pari passo le tendenze feriali dei romani che sono sensibilmente ridotte”.

Indagine Confesercenti: “Nella settimana calda di agosto, quella a cavallo con la festività di ferragosto, le attività che comunque garantiranno un servizio si stima siano 7.000 su uno stock imprenditoriale di oltre 35 mila attività prese in esame, pari al 20%, a cui si andranno a sommare le aperture di tutte le attività turistico/ricettive della città e del Litorale.

Si fa notare che in virtù dei provvedimenti di liberalizzazione selvaggia adottati dal Governo l’indagine non rende possibile una indicazione certa delle aperture.

• Negozi Alimentari
Il comparto alimentare ad agosto 2015 garantisce un servizio continuo e diffuso nella città.

Il settore alimentare, da un nostra rilevazione, nel mese di agosto garantisce nella città un servizio diffuso che sarà all’80% di aperture sino all’10 agosto, pari a circa 5 mila attività.

Le medie strutture, circa 500, nei vari quartieri rimarranno aperte tutto il mese di agosto.

La settimana più delicata, quella di Ferragosto, per le piccole attività si stima l’apertura di almeno il 30% dei negozi con oltre 1.000 attività aperte.

Dal 17 agosto la percentuale di aperture per le piccole imprese riprende a salire.

• Mercati Rionali
I mercati rionali rimarranno aperti tutto il mese di agosto garantendo un servizio diffuso nel territorio con le oltre 100 strutture mercatali.

Solo nella settimana di Ferragosto si potrà registrare all’interno delle aree mercatali una apertura ridotta di banchi che può essere comunque quantificata nel 50% delle attività con circa 1.500 banchi in funzione.

Da dopo il 20 di agosto si avrà un aumento di aperture a circa il 65% dei banchi per poi crescere fino a fine mese.

• Negozi Abbigliamento
Per il settore moda, fino al 9 agosto le aperture saranno di circa il 75% delle attività.
Mentre nella settimana dal 10 agosto al 17 agosto saranno aperte nella misura del 20% complessivamente pari a 1.800 negozi.
Dal 19 al 23 agosto le aperture saranno di circa il 40%.
Dal 25 a fine mese le aperture torneranno ad essere almeno del 70%.
A questo va fatto salvo il centro storico della nostra città dove le percentuali di apertura saranno più elevate per la rilevanza turistica del territorio.

• Tabaccai
I tabacchi, con circa 1.300 rivendite nella città, assicureranno il servizio secondo quanto disposto dai Monopoli: in quanto chi chiude deve chiedere l’autorizzazione al Monopolio indicando l’esercizio congenere aperto più vicino, che verrà evidenziato per mezzo di un cartello apposto fuori il locale per la necessaria informazione agli utenti. Comunque si stima l’apertura di almeno 320 attività.

• Benzinai aperti a Roma
Nella settimana di agosto, che va dal giorno 10 al giorno 14, le attività garantiranno le aperture in misura non inferiore al 50%, delle attività totali con oltre 550 impianti carburanti attivi.

Mentre nelle giornate del 15 e del 16 agosto domenicali e festivi, gli impianti resteranno aperti nella misura del 25%, che corrispondono a 270 punti vendita.

Si segnala inoltre, che praticamente tutti gli impianti sono dotati di apparecchiature self service aperte durante gli orari di chiusura e nelle giornata in cui vi è un minor servizio, assicurando la possibilità di effettuare comunque il rifornimento del proprio mezzo.

Una sola nota di servizio attiene all'uso attento di queste apparecchiature per evitare fuoriuscite di carburante, piccoli incidenti, assicurandosi di effettuare tutte le operazioni con le dovute precauzioni e nelle modalità indicate. Si ricorda, per gli utenti dei motorini, che ancora molti self service non sono predisposti per accettare le nuove banconote da EUR 5, e pertanto occorre utilizzare le vecchie banconote.

Secondo i dati pervenuti alla nostra organizzazione, comunque, nella settimana "calda" che va dalla domenica 14 agosto al 17 agosto, il numero degli impianti carburanti che garantiranno il servizio saranno al 25% circa dell'insieme della rete distributiva, con oltre 270 impianti aperti.

Nella settimana successiva dal 18 al 25 agosto la situazione tornerà comunque progressivamente alla normalità con l’apertura di 550 impianti, mentre dal 26 al 29 saranno aperti 750 distributori.

Nelle zone del litorale, sulle vie consolari in direzione delle località balneari e turistiche e nelle stesse zone metà di vacanze, gli impianti saranno tutti aperti e in funzione.

• Bar, Ristoranti, Pizzerie e Gelaterie
Nel centro storico della Capitale vi sono circa 2000 attività di somministrazione e ristorazione, che se sommate alle attività site in tutto il nuovo Municipio Roma I, città storica e zona Prati, compresa l’area attorno al Vaticano, si contano fino a 3500 attività.
In generale le attività di pubblico esercizio presenti in città ammontano complessivamente, sia in sede fissa e non con somministrazione, a 11.655 aziende.
Nelle aree turistiche della città, soprattutto quelle situate nell’area centrale, le attività di pubblico esercizio che non chiuderanno per ferie si stimano siano oltre 1500 tra bar e ristoranti, pizzerie e gelaterie che saranno aperti al pubblico.
Nelle zone immediatamente adiacenti e sempre nell’area storica e del Municipio Roma I, le chiusure delle attività poste in zone più distanti dai percorsi turistici si concentreranno in una sola settimana, quella per intenderci a cavallo di Ferragosto, dal 11 al 17.
Anche nel resto della città e in periferia, che vede una presenza di oltre 8000 aziende del settore, la tendenza di quest’anno di crisi è ad una chiusura sempre a cavallo di Ferragosto max di una settimana. Vi sono soltanto alcuni casi, stimabili in una ridotta percentuale inferiore al 15%, circa un migliaio, che chiuderanno per due settimane, soprattutto nelle aree caratterizzate da un pubblico di utenti legati alle attività di uffici e aree produttive che hanno chiuso per ferie.
Complessivamente, secondo stime Confesercenti, le ferie degli esercizi pubblici si sono ridotte del 50% rispetto alle chiusure per ferie programmate soltanto due o tre anni fa nella città. Del resto si tratta di un dato legato anche alla maggiore presenza di romani che per esigenze hanno ridotto le proprie trasferte.

Roma, 07.08.2015

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Agosto 2015 16:18
 
Giammaria: “Impegni positivi nell’incontro svolto in Prefettura. Condivisa la necessità di aumentare la collaborazione tra Imprese e Forze dell’Ordine PDF Stampa E-mail
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Lunedì 20 Luglio 2015 14:53

V Giammaria conf

Nell’incontro indetto dal Prefetto di Roma, Dott. Gabrielli – dichiara Valter Giammaria, Presidente Confesercenti Roma –abbiamo, in premessa espresso il plauso per come le Forze dell’Ordine hanno affrontato il caso delittuoso di Via dei Gracchi.
Riconosciamo – prosegue Giammaria – l’impegno che Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza mettono quotidianamente nel contrastare i fenomeni criminali.
Anche se, abbiamo evidenziato, come ci sia la necessità di rafforzare gli organici e dare più strumenti operativi alle Forze dell’Ordine a cominciare dalla certezza della pena per chi compie reati.
Bisogna che la “percezione di insicurezza” che viene vissuta da imprese e cittadini subisca una netta inversione di tendenza con una azione pressante che faccia sentire le Istituzioni sempre più vicine ai cittadini. In questo senso – sottolinea Giammaria – condividiamo totalmente l’iniziativa presa dal Prefetto di incontrare i Municipi di Roma e di insediare nel territorio comitati per l’ordine e la sicurezza che rendano più aderenti alla realtà complessa di una città come Roma iniziative ed interventi contro l’illegalità.
Abbiamo condiviso l’obiettivo di un ulteriore sforzo per ottenere risultati maggiori contro abusivismo e contraffazione che, ricordiamo, nella sola città di Roma rappresentano numeri elevati: un “esercito” di ben circa “20.000” abusivi e un volume di affari sulla contraffazione di circa 2,5 miliardi di Euro.
Infine, abbiamo condiviso il concetto che “una battaglia si conduce insieme e insieme si vince”.
C’è la necessita di costruire azioni in sinergia che aumentino la capacità di chiedere il servizio di sicurezza e nello stesso tempo di riceverlo in modo efficiente ed efficace.
Per questo si metteranno in cantiere anche percorsi formativi che coinvolgano imprese e Forze dell’Ordine: il tema dell’incontro tra domanda e offerta di sicurezza presuppone partecipazione e rappresenta l’esatto contrario della cosiddetta, sicurezza fai da te.
La Confesercenti di Roma – conclude – ha ribadito la completa disponibilità ad una collaborazione concreta e fattiva per rendere il nostro territorio e la vita delle nostre imprese di chi ci lavora sempre più sicura e al fianco delle Istituzioni.

Roma, 20.07.2015

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Luglio 2015 16:08
 
Confesercenti Roma: Allarme sicurezza nelle Pmi di Roma: più 30% di furti e più 15% di rapine. Serve un reale controllo del territorio. PDF Stampa E-mail
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Giovedì 16 Luglio 2015 14:32

logo sos impresa nuovo

“Secondo i dati elaborati e diffusi dal Censis, soltanto qualche mese fa, negli ultimi tre anni (2010-2013) nella Capitale i borseggi sono aumentati del 75 per cento (molto più della media nazionale, pari a +43,7 per cento), i furti nei negozi del 29,5 per cento (+15,2 per cento in Italia), i furti sulle auto in sosta del 20,6 per cento (+5,1 per cento il valore medio del Paese). Roma è anche una grande piazza dello spaccio di droga: nell'ultimo triennio questi reati sono aumentati del 43,4 per cento contro una media nazionale pari solo a +3,3 per cento.
I numeri raccontano una insicurezza crescente in strada, nelle piazze e nei luoghi pubblici della Capitale, una pericolosa deriva di illegalità diffusa che semina insicurezza tra i cittadini.
I dati riferiti ai primi nove mesi del 2014 segnalano per Roma una riduzione dei reati complessivi (-6,6 per cento), ma non dei borseggi, che anzi continuano ad aumentare (+18,2 per cento), né delle rapine negli esercizi commerciali (+14 per cento)”.
Sono dati assolutamente in linea - dichiara il Presidente Giammaria - con le verifiche che abbiamo svolto con le nostre associazioni di categoria e di strada. Anzi, la percezione di essere bersagli facili della criminalità diffusa tra i nostri imprenditori è ben superiore: oltre il 50% si sente potenzialmente a rischio.
Per le imprese commerciali, soprattutto quelle più esposte, gioiellieri, tabaccai, benzinai, supermercati, per citarne alcune, la sicurezza è al vertice dei problemi cittadini.

La crescita dei reati predatori, secondo Confesercenti, è dovuta a diversi fattori: la crescita della presenza di organizzazioni criminali dedite allo spaccio di droga; la particolare e preoccupante presenza diffusa di criminalità straniera; la mancanza di una certezza della pena che fa si che molti che delinquono abitualmente siano sostanzialmente in libertà.
Per queste ragioni - prosegue Giammaria - non bastano solo le telecamere, ma occorre intensificare la presenza di diversi strumenti di dissuasione, il controllo delle strade da parte delle forze dell’ordine, con la presenza organizzata e pianificata sul territorio in accordo con le categorie e le strade, che consentano di sviluppare una azione mirata. Ciò ci consentirà di contrastare anche fenomeni diffusissimi di abusivismo e contraffazione che imperversano nella capitale con oltre 25 mila venditori abusivi, a vario titolo, riforniti da vere e proprie centrali criminali che fatturano solo nel settore moda oltre 2,5 miliardi di euro. E’ questo quanto solleciteremo al Prefetto di Roma.
Questa è l'unica vera strategia per rendere la città più impermeabile alla criminalità ed al degrado e per rilanciare nel mondo l'immagine di Roma come città sicura e accogliente, soprattutto ora che ci stiamo accingendo ad affrontare appuntamenti internazionali come il Giubileo straordinario.

Roma, 16.07.2015

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Luglio 2015 12:45
 
4 luglio 2015 partono i saldi estivi PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 01 Luglio 2015 14:46

saldi                                                                

                                                                  4 Luglio 2015

Partono i saldi estivi

Giammaria: “La spesa a famiglia a Roma e nel Lazio

si attesterà in media sui 150/180,00 Euro”.

Su questo incide, oltre al peso impositivo già presente nel nostro territorio, la preoccupazione per l’incertezza occupazionale e di risorse che pesa sulle famiglie

Dal 4 luglio partono i saldi estivi nella città di Roma e in tutto il territorio regionale con un periodo di effettuazione che può durare sei settimane.

Questi saldi estivi 2015 – dichiara Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma – vengono effettuati nel perdurare della crisi nel nostro mercato interno, che evidenzia la situazione di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature. Inoltre, mai come quest’anno si è assistito alla completa mancanza di controlli nel territorio che hanno di fatto quasi “legittimato” l’effettuazione dei cosiddetti “pre-saldi” colpendo i commercianti corretti con una concorrenza sleale e creando sempre più confusione nel consumatore.

Da una nostra recente indagine emergono dati preoccupanti e che da tempo denunciamo, infatti emerge un calo del 32% dei redditi d’impresa montato nell’arco di 5 anni e a rischio di sprofondare sempre più.

La fotografia che appare - continua Giammaria – è quella di un settore allo stremo.

Il 2014 è stato ancora un anno difficile e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso del 2015, molti commercianti non andrebbero più avanti. Negli ultimi 3 anni, di fatto, sono state circa 40 mila le imprese italiane del settore costrette a cessare l’attività (circa 4000 a Roma e nel Lazio).

C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Giammaria – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese. A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna considerare che, dal 2010 al 2015, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 30%. Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 150/180,00 Euro. Incide su questa, oltre al peso impositivo già presente nel nostro territorio, la preoccupazione per l’incertezza occupazionale e di risorse che pesa sulle famiglie.

Le vendite di fine stagione o saldi – precisa Valter Giammaria , rappresentavano per questo settore circa il 35% del fatturato e quindi riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio.

Inoltre, è necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perche non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione.

Anche per questo abbiamo ribadito in tutte le sedi, la nostra contrarietà a ulteriori “liberalizzazioni” selvagge e demagogiche nel settore. Così come con la stessa logica si sono deregolamentati gli orari e le aperture domenicali e festive del commercio.

Ogni volta – prosegue Valter Giammaria – con cadenza ciclica c’è qualcuno che sostiene che per smuovere i consumi è necessario provvedere a anticipare, liberalizzare o fare chissà che altro per i saldi e comunque per il settore del commercio.

Questo è stato dimostrato non rispondente a verità da un dato incontrovertibile come quello del calo dei consumi che stiamo subendo nelle vendite anche in presenza di sconti praticamente continui.

I saldi – conclude Giammaria – debbono tornare ad essere un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori.

Inoltre, sottolinea Giammaria – bisogna dare un colpo deciso ai fenomeni della contraffazione (con un volume di affari di circa 2.300 miliardi nel nostro territorio) e dell’abusivismo con il suo esercito di più di 7 mila attività.

Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima.

Per questo chiediamo alla Regione Lazio di proseguire con celerità il confronto per la riforma della Legge Regionale sul commercio, anzi, ricordando l’impegno preso dal Presidente Nicola Ziangretti l’obiettivo di arrivare in tempi stretti ad avere una Testo Unico per questi settori.

La nostra Federazione del Settore Moda (FISMO) prosegue nell’impegno a tutela di questo importante comparto nell’economia del nostro territorio chiedendo con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese.

“La Moda può Tornare di Moda” se realmente si determinano azioni che, in particolar modo, restituiscano risorse e capacità di spesa alle famiglie nonché un fisco giusto per un contribuente onesto.

Roma, 01.07.2015

Le osservazioni della Confesercenti di Roma al Testo Unico del Commercio della Regione Lazio in merito ai saldi

Art. 30 – vendite di fine stagione e vendite promozionali

Per quanto già espresso nel precedente articolo va tolto ogni riferimento alla possibilità di effettuare i saldi agli outlet.

Il T.U. sul tema “vendite di fine stagione” conferma quanto già contenuto nella L.R. n.° 33/99.

Riteniamo comunque opportuno e utile per una puntuale riflessione ribadire, anche se in modo schematico, la nostra posizione, risultato anche di un sondaggio effettuato con più di 500 attività nel territorio romano.

Le vendite di fine stagione o saldo in questi anni, hanno visto, soprattutto per il continuo anticipare la data di inizio oltre che per la completa mancanza da parte dei Comuni di farne rispettare le poche e semplici regole, far perdere a questo tipo di vendita speciale il proprio valore ed efficacia, e in particolare far aumentare la confusione tra i consumatori che, ovviamente, non sono più in grado di distinguere tra i diversi tipi (promozioni, liquidazioni, saldi) di proposte commerciali.

La vendita di fine stagione (gennaio si può considerare la fine della stagione invernale?) ha per sua caratteristica quella di essere una promozione oggettiva (perché legata alla stagionalità) e non soggettiva (cioè legata ad una politica di marketing aziendale).

Questa è la peculiarità insieme alla possibilità di promuovere il territorio che ne ha decretato il successo e l’attenzione diffusa.

C’è chi pensa a fronte dei problemi esistenti di abolire questo tipo di vendita speciale, anche perché parlare di liberalizzazione è un assurdo sia in termini tecnici che lessicali in quanto essendo legata alle stagioni è difficile pensare di liberalizzare anche loro (anche se l’uomo sta facendo di tutto per cambiare anche questo).

Questo sarebbe, a nostro avviso, un ulteriore colpo a danno della piccola impresa diffusa in quanto farebbe scomparire l’evento legato alla territorialità e favorirebbe unicamente quelle aziende con grande capacità di investimento nella comunicazione che a quel punto organizzerebbero le proprie promozioni in base alle proprie esigenze di marketing e politica commerciale.

Inoltre continuare a parlare e proporre ulteriori liberalizzazioni per un settore che è stato quasi completamente liberalizzato, senza per altro aver raggiunto nessuno degli obiettivi decantati è un assurdo senza mezzi termini. Si pensi alla questione degli orari e delle chiusure domenicali e festive dove la loro completa liberalizzazione (l’Italia unico Paese in Europa dove di può stare aperti per 24 ore al giorno 365 giorni all’anno) non ha portato alcun aumento dei consumi ma, bensì, ha determinato fenomeni di maggior sfruttamento, precariato ed un controllo nel territorio ben più complesso.

Si tenga conto che attualmente in particolare le attività del settore moda possono effettuare sconti per 10 mesi su 12, senza contare le vendite di liquidazione per cessata attività, trasferimento o ristrutturazione.

Quindi la Confesercenti per conto anche della Federazione di settore conferma che se veramente si avesse il coraggio di affrontare questo tema, si dovrebbe partire dal posizionare questo tipo di vendita speciale in un periodo più consono alla “fine stagione” e cioè, ad esempio, per il saldo invernale la partenza si dovrebbe effettuare nel mese di febbraio. Questo tra l’altro libererebbe il mese di dicembre consentendo alle attività di effettuare sconti, senza sotterfugi, nel periodo natalizio.

Infine riteniamo sbagliato proporre ulteriori allungamenti del periodo di effettuazione dei saldi (anche perché inutile ed è un ulteriore svilimento di questo tipo di vendita speciale) anzi proprio per rafforzare l’evento territoriale è necessario, a nostro avviso, ridurre l’attuale periodo di 6 settimane a 4.

saldi

 
Assemblea Confesercenti: proposte per la ripresa PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 19 Giugno 2015 10:51

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Ripartiamo dalla concretezza: proposte per la ripresa

Parte da Genova, il prossimo 22 giugno, per approdare a Palazzo Chigi il patto per la crescita che Confesercenti lancerà in occasione dell’Assemblea 2015. Uno strumento per affrontare, con la forza della concretezza, i problemi che affliggono questo territorio, alle prese con la ricostruzione del dopo-alluvione, e soprattutto quelli di un Paese anch’esso da lungo tempo impantanato in una crisi economica dalla quale stenta ad uscire. Un Paese dove le emergenze sono, purtroppo, sempre di più all’ordine del giorno. Confesercenti ha scelto per la propria Assemblea annuale un luogo in cui i riflettori si sono spenti poco dopo l’emergenza, sperando così di contribuire a riaccendere l’attenzione. In particolare la proposta Confesercenti prevede di coniugare diversamente previdenza ed occupazione, incentivando l’uscita anticipata dei lavoratori più anziani e sostenendo l’assunzione di giovani. Una proposta a costo zero, ma in grado di assicurare un futuro diverso alle nuove generazioni, sempre più sfiduciate e proiettate all’estero. All'Assemblea interverranno il Sindaco di Genova Marco Doria, il Ministro per la Difesa Roberta Pinotti e in video  il Ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti. E’ inoltre prevista la partecipazione del Ministro per la Giustizia Andrea Orlando.

 
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