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Saldi: avvio positivo, + 5% nel Paese, mentre a Roma si registra una partenza rallentata PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 07 Gennaio 2016 08:47

confesercenti

Saldi invernali 2016, Confesercenti: Avvio positivo. In crescita le vendite (+5% sul 2015) e gli sconti di partenza .

L’exit poll dei commercianti: buona partenza in quasi tutti i territori, a Milano il meteo frena l’afflusso. Avvio lento anche a Roma. Attesa per il ponte dell’Epifania

L’avvio dei saldi invernali 2016 si sta rilevando positivo, con un aumento medio delle vendite del 5% rispetto al 2015, anche se con differenze profonde fra i territori. Un risultato favorito dall’aumento dello sconto praticato: quasi 8 negozi su 10 sono infatti partiti con riduzioni di prezzo dal 30% in su, con punte che raggiungono, in qualche caso, addirittura il 70%.

E’ quanto emerge da un exit poll sull’andamento delle vendite di stagione condotto da Confesercenti sui negozianti di alcune importanti città e regioni italiane. Anche se la prima impressione dei commercianti è positiva, per un bilancio definitivo occorrerà attendere la prima settimana delle vendite di fine stagione, entro la quale, secondo le nostre stime, si concentrerà circa un terzo dei 4,5 miliardi di spesa messa a budget dagli italiani per i saldi.

Intanto, si registra un avvio nel segno della crescita, soprattutto nei capoluoghi. Buona affluenza e code di clienti per i negozi a Firenze; anche a Torino si stima un aumento delle vendite tra il 5 ed il 7% sullo scorso anno, con lunghe file di acquirenti nei negozi del centro, alcuni dei quali alla ricerca di regali di natale rinviati in attesa dei saldi, mentre nel resto del Piemonte l’andamento appare meno brillante, in linea con lo scorso anno. Si registra invece un miglioramento decisivo in Sardegna, dove appare invertito finalmente il trend negativo e le vendite tornano finalmente a crescere, per la prima volta dall’inizio della crisi. I saldi stanno andando bene anche in Sicilia, dove le vendite di fine stagione sono iniziate già il 2 gennaio e hanno segnato un ulteriore incremento rispetto allo scorso anno, in linea con i buoni risultati delle vendite natalizie, cresciute del 15% sul dicembre 2014. Trend mediamente positivo anche a Genova, dove si segnalano vendite in miglioramento sul 2015 anche se al di sotto delle aspettative. Anche in Puglia i saldi sono partiti bene: la giornata è stata contraddistinta da un buon movimento di clienti, anche se alcuni territori non sembrano ancora avere intercettato il miglioramento.

Budget previsto in aumento anche a Milano, dove però il primo giorno dei saldi vede ancora poche code davanti ai negozi, anche a causa del cattivo tempo. Non è stato entusiasmante, invece, l’avvio per Potenza, dove i commercianti contano di recuperare fra oggi e domani 6 gennaio le vendite finora andate a rilento. A Roma, invece, i commercianti ritengono la situazione ancora in evoluzione: nella giornata di oggi c’era molto movimento per le vie del centro ma ancora pochi clienti nei negozi. Anche in questo caso, le attesi si concentrano sul ponte della Befana

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2016 17:59
 
Il 5 gennaio tornano i Saldi invernali. Anche stavolta violate le regole. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Dicembre 2015 14:09

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5 gennaio 2015 Partono i saldi invernali

Giammaria: “La spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media sui 250/300,00 Euro”.

 

I saldi sono un importante evento per la promozione del territorio e per la valorizzazione del negozio di vicinato.

 

Dal 5 gennaio partono i saldi invernali nella città di Roma e in tutto il territorio regionale con un periodo di effettuazione che può durare sei settimane. Anche il 2015 è stato un anno difficile per la nostra economia in particolare per quel che riguarda i consumi interni.

Questi saldi 2015 – dichiara Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma – cadono ancora in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono comunque rappresentare una occasione di recupero per l’impresa diffusa. Anche questa volta abbiamo, purtroppo, assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno effettuato “sconti” nel periodo inibito e ovviamente con una pressoché assente azione di controllo e sanzionamento. Inoltre, alla crisi dei consumi si sono aggiunte le difficoltà legate ai blocchi del traffico per i mezzi più inquinanti e alle targhe alterne che hanno aumentato il disagio per le attività delle nostre strade e dei nostri quartieri.

Da una nostra recente indagine emergono dati preoccupanti e che da tempo denunciamo, infatti emerge un calo del 32% dei redditi d’impresa montato nell’arco di 5 anni e a rischio di sprofondare sempre più. La fotografia che appare - continua Giammaria – è quella di un settore allo stremo. Per il 75% degli intervistati, infatti, il 2015 ha continuato ad essere un anno di estrema difficoltà e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso del 2016, molti commercianti non andrebbero più avanti.

Purtroppo i dati economici nella pmi che abbiamo dato nei giorni scorsi – precisa Giammaria - sono inequivocabili: si registrano nel 2015 altre 2.991 chiusure tra Roma e Provincia e 1.350 fallimenti che producono oltre 10.000 disoccupati. E pensare che dall’altro lato della legalità, sempre nella città di Roma, opera un esercito di abusivi - se ne stimano 20 mila di cui 8 mila solo nel cuore cittadino, - che sottraggono miliardi di euro alle casse dello Stato e ovviamente dei negozi.

C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Giammaria – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese.

A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna considerare che, 2 dal 2008 al 2015, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma e del Lazio all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25% . Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 250/300,00 Euro, anche perché il saldo invernale è l’occasione per l’acquisto di capi “importanti” quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi etc.. Incide, comunque, su questa, oltre al peso impositivo già presente nel nostro territorio, la preoccupazione per gli aumenti che si subiranno nel 2016. Le vendite di fine stagione o saldi invernali – precisa Valter Giammaria – rappresentano, ancora, per il nostro settore circa il 35% del fatturato e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio. Inoltre, è necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perché non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione. Anche per questo abbiamo ribadito in tutte le sedi, la nostra contrarietà a ulteriori “liberalizzazioni” selvagge e demagogiche nel settore.

Così come con la stessa logica si sono deregolamentati gli orari e le aperture domenicali e festive del commercio. Ogni volta – prosegue Valter Giammaria – con cadenza ciclica c’è qualcuno che sostiene che per smuovere i consumi è necessario provvedere a anticipare, liberalizzare o fare chissà che altro per i saldi e comunque per il settore del commercio. Questo è stato dimostrato non rispondente a verità da un dato incontrovertibile come quello del calo dei consumi che stiamo subendo nelle vendite anche in presenza di sconti e che ha avuto ulteriore riprova nelle ultime festività natalizie.

I saldi – conclude Giammaria – sono un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori. Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima.

La nostra Federazione del Settore Moda (FISMO) prosegue nell’impegno a tutela di questo importante comparto nell’economia del nostro territorio chiedendo con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese. In questo senso chiediamo alla Regione Lazio di proseguire con decisione e coinvolgimento le parti di rappresentanza nella discussione e approvazione del nuovo Testo Unico del Commercio. “La Moda può Tornare di Moda” se realmente si determinano azioni che, in particolar modo, restituiscano risorse e capacità di spesa alle famiglie nonché un fisco giusto per un contribuente onesto.  

 

LE REGOLE DEL SALDO  

La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.  Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive .  

I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello.

Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.  

I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.  

Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.  

Il commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni.  

In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).  

L’impegno a non oscurare completamente le vetrine.  L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta.

Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali

(ad esempio on line).

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Dicembre 2015 14:15
 
I saldi invernali partono il 5 gennaio 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 11 Dicembre 2015 16:28

 

saldi 1

 

Dal 5 gennaio partono i saldi invernali nella città di Roma e in tutto il territorio regionale con un periodo di effettuazione che può durare sei settimane (5 gennaio – 15 febbraio).

La Confesercenti di Roma e la nostra organizzazione di settore FISMO, si sono opposte al tentativo della grande distribuzione di fare ulteriormente anticipare la data di inizio proponendo il 2 gennaio 2016.

Le vendite di fine stagione o saldi rappresentano soprattutto oggi un importante momento di vendita e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio.

Inoltre, è necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perche non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione. L’Associazione è a disposizione di quanti vogliano denunciare irregolarità.

“La Moda può Tornare di Moda” se realmente si determinano azioni che, in particolar modo, restituiscano risorse e capacità di spesa alle famiglie nonché un fisco giusto per un contribuente onesto.

LE REGOLE DEL SALDO

  •  La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.
  • Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive .
  • I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.
  • I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.
  • Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.
  • Il commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni.
  • In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).
  • L’impegno a non oscurare completamente le vetrine.
  • L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta. Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali (ad esempio on line).

Roma, 11.12.2015

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Dicembre 2015 16:37
 
Targhe alterne a Roma: si continua a colpire il commercio diffuso senza contrastare strutturalmente l'inquinamento PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 04 Dicembre 2015 13:28

confesercenti

Primo week end di Dicembre

Targhe alterne senza programmazione e sciopero mezzi pubblici.

Giammaria: in questa maniera si continua a colpire il piccolo commercio diffuso e non si interviene scientificamente contro l’inquinamento”

La Confesercenti di Roma sulla vicenda targhe alterne e blocco del traffico – dichiara il Presidente Valter Giammaria – esprime la sua profonda contrarietà a questo tipo di provvedimenti che, seppur si comprende, siano imposti da normative generali, di certo non pongono alcuna base concreta ad affrontare il problema inquinamento. Quindi esplicitiamo il nostro convinto dissenso se questo fosse il provvedimento a cui si pensa in modo permanente.

Inoltre, prosegue Giammaria, in questo caso le misure delle targhe alterne si accompagna all’ennesimo sciopero del trasporto pubblico.

Un primo week end di dicembre che certo non è foriero di buoni presagi ed è l’ennesima dimostrazione di una città che sembra vivere “alla giornata” senza una programmazione seria di interventi strutturali.

Le piccole e medie imprese del commercio e del terziario – sottolinea Giammaria – non sono in grado di resistere a questa situazione. E’ necessario costruire percorsi virtuosi che mettano in condizione l’economia cittadina di poter programmare il proprio lavoro.

Il commercio e il turismo di roma fanno il possibile per rispondere alla crisi, che continua, cercando di dare un servizio qualificato alla città e mantenendo i livelli occupazionali.

E’ necessario intervenire con decisione su questioni decisive come il trasporto pubblico e una mobilità moderna e sostenibile, è impensabile governare un processo di innovazione strumentale e culturale solo con atti d’imperio.

Il nostro trasporto pubblico è decisamente carente rispetto a quello delle altre capitali europee, non solo in periferia ma anche nel centro storico.

Si pensi, ad esempio, ai tempi di attesa biblici alle fermate e, nel novanta per cento dei casi, senza alcuna informazione in tempi e orari di passaggio.

Per non parlare della metro di Roma e dei continui guasti che vengono annunciati.

A questo si accompagna un inesistente sistema di parcheggi di scambio che sarebbe una premessa importante all’incentivo ad usare il mezzo pubblico.

E’ necessario – conclude Giammaria – intraprendere una strada diversa. Chiediamo al commissario Tronca di istituire un Tavolo di confronto e proposte che metta in grado la città e le imprese di programmare, soprattutto con il Giubileo alle porte, le proprie attività con la serenità che pensiamo di meritare.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2015 13:41
 
Giammaria: illuminare le vie per il Natale, occasione per il rilancio delle imprese in crisi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 25 Novembre 2015 15:23

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Giammaria, Presidente Confesercenti di Roma: “Illuminare le vie della città per il Natale e salutare l’avvio del Giubileo straordinario, è una occasione di rilancio delle attività e della città”.

Purtroppo la crisi dei consumi è ancora in atto, molte piccole imprese cessano l’attività o falliscono”.

La Confesercenti attraverso il Centro di Assistenza Tecnico - CAT - al fianco delle strade.  

Bene ha fatto la Camera di Commercio di Roma che, nell’ambito delle proprie finalità di supporto all’economia del territorio ed il sistema delle piccole imprese e degli esercizi commerciali su strada, soprattutto in vista dell’imminente apertura del Giubileo Straordinario della Misericordia, ha approvato un Bando per supportare l’allestimento di luminarie nelle via commerciali di Roma”. A dichiararlo è Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma.

La Confesercenti segnala che possono partecipare al bando le Associazioni di via, di strada, di quartiere o simili che raggruppano esercizi commerciali in contesti topograficamente limitati e definiti. L’agevolazione consiste in un contributo il cui importo massimo è pari ad € 3.000,00, comunque non superiore al 50% del costo dell’iniziativa e alla differenza tra spese ed entrate accertate a consuntivo, al netto dell’IVA. Il bando scade alle ore 14:00 del giorno 1° dicembre 2015. Le domande di partecipazione possono essere presentate tramite il Centro di Assistenza Tecnica (CAT) della Confesercenti di Roma che svolge il servizio a titolo gratuito.

Illuminare le vie della città per trasformare il Natale e salutare l’avvio del Giubileo straordinario, -prosegue Giammaria - è una occasione di rilancio delle attività e della città.

Purtroppo la crisi dei consumi è ancora in atto, molte piccole imprese cessano l’attività o falliscono”.

“ I dati che abbiamo rilevato in Confesercenti - precisa Giammaria - restano drammatici: i consumi non ripartono e le imprese chiuse da inizio anno sono ormai oltre 3 mila anche nel 2015 e si registrano ancora 1350 fallimenti. E pensare che dall’altro lato della legalità, nella città di Roma, opera un esercito di abusivi - se ne stimano 20 mila - che sottraggono miliardi di euro alle casse dei negozi e dello Stato - circa 2,5 l’anno -. Potrei affermare - si rammarica il Presidente di Confesercenti - che è in atto un profondo e selvaggio processo di desertificazione  che non fa più neanche notizia: come non vedere ciò che sta ancora accadendo e si continua a proporre illogiche e dannose liberalizzazioni di aperture e norme”.

Dobbiamo, invece, sostenere il commercio di vicinato, - chiude il Presidente della Confesercenti - questo andremo a dire domani anche al Commissario straordinario di Roma capitale, se vogliamo sostenere l’economia romana, rendere la nostra città illuminata e vivibile, a maggior ragione oggi che ci apprestiamo ad ospitare il Giubileo di Papa Francesco

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Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Novembre 2015 17:04
 
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