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Intervista ad Alberta Parissi,

Presidente di Confesercenti Roma

"Questa è la mia Confesercenti"

Schegge di viaggio di una Presidente, imprenditrice

Pochi giorni fa chiudeva, con toni appassionati, i lavori dei uno degli ultimi convegni presieduti in qualità di Presidente della Confesercenti Provinciale di Roma: "Più Qualità ai Mercati".

Oggi ci riceve nel suo ufficio di rappresentanza, dopo aver dato vita, recentemente, ad una ulteriore iniziativa imprenditoriale. Il suo secondo negozio di abbigliamento femminile, dopo quello storico di Via Isole Curzolane, si trova a Casal Palocco, nello storico centro commerciale de "Le Terrazze".

Lei è Alberta Parissi, Presidente di Confesercenti Roma dal 2005, quando subentrò al compianto Presidente Antonio Nori, del quale era Vice Presidente Vicario.

Alberta Parissi lascia la carica dopo aver rappresentato la Confesercenti in quasi tutte le sue articolazioni istituzionali interne: è ancora oggi Consigliera della Camera di Commercio di Roma, già Vice Presidente dell'Azienda Romana Mercati e Presidente dell'Azienda speciale Promoroma, nonché autorevole rappresentante del Comitato Imprenditoria Femminile, sempre espressione di questo Ente.

Quella di Alberta Parissi è innanzitutto una storia commerciale. La sua attività iniziò come capo-reparto alla Standa nei primi anni sessanta, per poi approdare al popolare mercato del Tufello nel 1963, prima con la gestione di un bar e successivamente come commerciante di abbigliamento; infine, nel 91 decise di dar vita al suo primo negozio di vicinato, indipendente: una boutique di abbigliamento per donna.

La sua storia in termini di rappresentanza in Confesercenti nasce praticamente in modo contestuale, prima come associata del settore degli operatori su aree pubbliche e poi, dalla metà degli anni settanta, come commerciante. Divenuta presto dirigente, è stata senz'altro tra le prime imprenditrici della Confesercenti e non solo, ad assumere cariche rappresentative sempre più prestigiose, fino a ricoprire l'incarico di  Presidenza di una grande Confederazione.

 

Presidente, cosa conserva dei tempi del mercato e perché decise di dar vita ad una sua attività autonoma?

 Sono ricordi che vengono da molto lontano. Abbastanza presto capii, però, che il mio mondo, provenendo da una famiglia di commercianti, era quello di propormi autonomamente e di divenire una commerciante a mia volta: scelsi il settore dell'abbigliamento in cui credevo, anche per vocazione e attitudine professionale.

 Ci dica, in una battuta, qualcosa in più di questo suo percorso tra il modo commerciale, che l'ha portata a ricevere il riconoscimento di Cavaliere del Commercio istituito dal Comune di Roma e qualche giorno fa, anche la Medaglia d'Oro della Camera di Commercio?

 A  cavallo tra gli anni '70 e '80 si presentò l'opportunità,  per un numero sempre più crescente di donne, di trovare lavoro, specie nel settore impiegatizio, pubblico e privato. Fu in conseguenza di  tale fenomeno che cominciai presto a pensare di trovare un'alternativa al banco del mercato. Mi rendevo conto del fatto che questa esperienza, seppur importante, limitava la mia vocazione imprenditoriale e così decisi, nel 1991, di aprire il negozio.

Mi permetta di aggiungere che anche quando vendevo al mercato, il mio assortimento garantiva standard di qualità che la clientela poteva ben apprezzare. Pensi che ogni anno non perdevo mai l'appuntamento con la Fiera Campionaria di Milano. Con questo voglio dire che resta prioritaria, per ogni scelta imprenditoriale, anche quella minore e diffusa, il saper tenere insieme l'obiettivo degli affari con la qualità e lo spirito del servizio che una iniziativa economica esprime. 

Ad esempio, nel mio settore, l'abbigliamento per donna, io penso che occorra riflettere e aggiornarsi per interpretare al meglio l'innata indole, la curiosità, che porta il pubblico femminile a "guardare" tutto e seguire le tendenze. Intendo dire che la capacità del commerciante responsabile della propria attività è quella di capire e quindi fidelizzare la sua clientela, definendo un rapporto di fiducia con il consumatore, garantendogli una buona varietà di prodotti e di qualità, che non deve mai venir meno. Questa penso sia una riflessione utile ai tanti che intendono avviare o ristrutturare una impresa.

 Veniamo ora alla sua attività di rappresentante della Confesercenti. Potrebbe dirci in un flash come si è caratterizzato il suo mandato di Presidente nel corso dei quattro anni appena trascorsi?

 E' difficile fare un bilancio in poche parole di una attività molto intensa e variegata. Mi sono occupata, cercando di portare un contributo di idee, di molti aspetti. Certamente il mio essere imprenditrice femminile si è distinto in diversi momenti dell'attività, ma ho posto l'attenzione anche sui temi dello sviluppo commerciale, del rilancio culturale e turistico dell'intero territorio, e devo dire che hanno avuto un grande rilievo in tutta l'organizzazione. Aggiungo che la mia Presidenza è stata sempre rivolta ai bisogni concreti delle imprese che rappresentiamo e nel far questo, ho svolto un mandato all'insegna della gestione collegiale dell'organizzazione, affrontando gli aspetti in modo diretto, evitando formalità e privilegiando la vocazione unitaria nel rapporto con le altre associazioni.

 Ci ricordi alcuni dei tanti momenti di questo percorso.

 Vorrei dire innanzitutto, prima di risponderle, che vi è stato da parte di tutti gli interlocutori, enti e associazioni, un grande rispetto per l'organizzazione che rappresentavo e per la mia persona, e non credo sia stata semplice cortesia.

Proprio qualche giorno fa, ripensando al lavoro svolto, ho ripercorso questo periodo intenso di lavoro e mi sono tornate in mente tante iniziative. Ricordo, ad esempio, che il primo discorso esterno che tenni da Presidente, verteva sul significato concreto dell'innovazione applicata alla piccola impresa presso una sede universitaria. Fu un buon inizio.

Successivamente ho affrontato, in diverse occasioni e circostanze il tema del turismo, che resta un aspetto centrale dello sviluppo del nostro territorio. Penso, ad esempio, alla seconda Conferenza sul turismo organizzata dal Comune di Roma, all'appuntamento Ostia 2015 e ai tanti viaggi all'estero allo scopo di contribuire ad esportare le nostre eccellenze: mi riferisco al progetto Oro di Roma e voglio ricordare, per brevità, soltanto l'ultimo viaggio svolto a Chicago.

Durante la mia Presidenza abbiamo anche dato vita alla manifestazione culturale e per la diffusione del libro e della lettura, "Librinfesta", la cui seconda edizione, la precedente è del 2005, è in corso in questi giorni a Roma in Piazza Navona e rinnovo, per questo, un grazie al Comune di Roma per l'autorizzazione.

Mi rendo conto che queste sono soltanto piccole schegge di un grande lavoro svolto da tutta la struttura confederale, alla quale rivolgo un sincero ringraziamento.

 Lei prima citava il tema del commercio che rappresenta così tanto in termini di imprese nel panorama romano. Quali sono le iniziative più significative che ricorda?

 Ne voglio citare soltanto tre che ritengo di particolare importanza. La prima è rappresentata da un intervento che tenni in occasione della presentazione del "Rapporto su Roma" svoltosi in Campidoglio, riferito al bilancio 2006 che risultò soddisfacente, anche se già da allora la situazione e le scelte minacciavano il nostro settore e lo dissi con chiarezza.

La seconda che voglio ricordare è il Convegno unitario realizzato nel 2007 insieme a Confcommercio su "Roma ed i commerci": si trattò di un appuntamento importante per la scelta in se, del resto non ricordo altre iniziative unitarie similari e di tale portata, ma anche perché fornì agli amministratori una analisi condivisa dei pregi e dei difetti del sistema città rispetto al settore commercio. Durante la mia Presidenza ho anche sostenuto con convinzione il progetto "centri commerciali naturali", di promozione della riqualificazione urbana legata al commercio che, grazie all'iniziativa promossa fin dal 2001 da Confesercenti, ora insieme alle altre associazioni del commercio e dell'artigianato, alla Regione Lazio, alla Provincia di Roma, alla Camera di Commercio e molte Municipalità, ha finalmente raggiunto l'attenzione che merita un tale progetto di rivitalizzazione delle strade e qualità della vita.

La terza alla quale tengo è piuttosto recente e si riferisce all'ultimo all'intervento, in termini di tempo, svolto in occasione dell'iniziativa Expo Impresa Donna. In quella sede ho provato a rappresentare la mia esperienza di imprenditrice per porla al servizio delle colleghe e ascoltatrici interessate. Quest'ultima iniziativa sancisce l'ulteriore impegno di Confesercenti al fianco dell'imprenditoria femminile. Un ulteriore impegno che mi ero ripromessa.

 Oggi di che si occuperà Alberta Parissi?

 Il mio impegno, anche se in forme forse meno stressanti, resta inalterato nell'interesse della  categoria e della Confesercenti. Le forme e i modi li definirò insieme agli amici dirigenti, ma lo spirito che mi anima, fin dai primi anni di impegno, è quello di pormi con umiltà e dedizione al servizio dell'organizzazione. Una organizzazione che ho contribuito a far nascere.

Vede, nel 2001, in occasione del nostro trentennale, realizzammo una medaglia celebrativa provinciale che rappresentava una donna in attesa, l'idea fu di un nostro amico scultore. In sostanza rappresentammo così la Confesercenti perché pensiamo ad una organizzazione "al femminile", non solo rappresentativa e rivendicativa, ma anche capace di indagare, di interpretare, di essere flessibile, capace di generare... impresa. Questa è la mia Confesercenti.

Alberta Parissi

 

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