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il crollo del palazzo di Ponte Milvio e la zona rossa: disastrosi effetti sul commercio e la ristorazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 03 Ottobre 2016 15:47

 

Danni stimati in oltre 1 milione di euro al mese

“Purtroppo il crollo del palazzo alla Farnesina, nei pressi di Ponte Milvio e la conseguente perimetrazione della zona rossa, interdetta al passaggio e al traffico, ha riflessi molto negativi sull’importante tessuto economico dell’area: commercio e pubblici esercizi diffusi in un’area così importante, rischiano di registrare perdite di volume d’affari superiori ad 1 milione di euro al mese”.
A dichiararlo è il Presidente della Confesercenti di Roma, Valter Giammaria, il quale ritiene che le stime potrebbero lievitare ulteriormente.

Secondo la Confesercenti, su uno stock imprenditoriale di circa 150 attività presenti nell’area di cui il 50% circa sono della somministrazione e ristorazione, ve ne sono almeno 30 che rischiano la chiusura definitiva, altre 50 che potrebbero registrare perdite di fatturato molto rilevanti - oltre il 50% - e le restanti 70 circa un effetto negativo tra il 10 ed il 20% del fatturato.

“Ci troviamo in un’area molto importante della città, piazza della movida romana, che in questi anni ha intercettato molti investimenti imprenditoriali. Ricordo che la nostra organizzazione ha proposto, unitamente ad altre associazioni partner di un progetto targato Unioncamere Lazio, come zona da riqualificare e restaurare ulteriormente, rendendola la prima, reale, area smart della città di Roma. Un progetto di restyling e di innovazione che dovrà passare per la partecipazione e la volontà degli operatori della zona riuniti in rete e che ora rischia, seriamente, di non vedere la luce”.

“Non possiamo - aggiunge Giammaria - assistere anche stavolta ai tempi lunghi di intervento della pubblica amministrazione che si sono verificati al Flaminio: sarebbe una vera e propria sciagura per gli operatori della zona”.

“Facciamo appello alla Sindaca ed al Presidente del Municipio perché si affrontino le questioni, senza il solito rimpallarsi delle responsabilità e delle competenze, come accade in queste situazioni e si assuma l’obiettivo di ripristinare nel più breve tempo possibile la vivibilità e la transitabilità dell’area”.

Roma, 28.09.2016

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Ottobre 2016 15:52
 

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